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Bakunin

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associazione culturale Hop Frog - Salerno

Michail Bakunin
Il 18 maggio 1814 Michail nasce a Premuchino, a più di
trecento chilometri a nord-ovest di Mosca. Il padre
Aleksandr, nobile devoto agli zar, si era laureato a Padova e
aveva prestato servizio per il governo in Italia; tornato in
patria aveva sposato Varvara Murav'eva, da cui avrebbe
avuto numerosa prole. Nella tenuta agricola, in cui
lavorano più di trecento servi della gleba, Michail passa
un'infanzia felice in una idilliaca atmosfera fatta di studio
(parla cinque lingue, tra cui l'italiano) e di vita nella natura.
A quattordici anni entra nell'esercito e poi nella Scuola
d'Artiglieria. Divenuto alfiere nel 1833, già soffocato dai
debiti secondo l'uso della nobiltà russa, è traferito in
Polonia.
Nel 1835, stanco della vita militare, lascia l'esercito. Ripara
a Mosca, dove conosce Aleksandr Herzen e Vissarion
Belinskij, giovani intellettuali imbevuti di filosofia tedesca
e aperti alla letteratura politica francese, che abbozzavano
allora i primi lineamenti di un pensiero socialista russo.
Alieno da interessi politici, Bakunin traduce "La missione
del dotto" di Fichte, apparsa sul "Teleskop", e s'immerge
nello studio di Hegel. Nel luglio del 1840 Bakunin è a Berlino, dove frequenta l'Università.
Nel corso del 1842, influenzato dalla cosiddetta 'Sinistra hegeliana', si appassiona alla politica e in
ottobre pubblica negli 'Annali tedeschi' (una rivista di Dresda che sposa il radicalismo e su cui scrive
anche Marx) il saggio La reazione in Germania, firmato con lo pseudonimo Jules Elysard. A Dresda
diventa intimo del poeta Georg Herwegh e nel 1843 lo segue in Svizzera. Qui entra in contatto con
Wilhelm Weitling, comunista tedesco: l'arresto di questi e il ritrovamento di un taccuino con il nome
di Michail indurranno l'impero zarista a processare Bakunin in contumacia nel dicembre 1844 e a
condannarlo alla deportazione e alla perdita di titolo e beni. Lo stesso anno è a Parigi, dove conosce
Marx e il socialista Proudhon. Nel 1847 pronuncia un discorso commemorativo della rivolta polacca
del 1830 in cui voca la liberazione dei popoli slavi e il crollo dell'impero russo: viene espulso dalla
Francia e ripara a Bruxelles.
Nel febbraio 1848, a Parigi, scoppia la Rivoluzione contro la monarchia liberale ed è proclamata la
Repubblica. Commentati gli avvenimenti su 'La Réforme', Michail decide di partire per la Germania.
In giugno, a Praga, partecipa al Congresso democratico come rappresentante degli slavi meridionali (a
Lipsia in dicembre appare Appello agli Slavi, in cui invoca una federazione slava per appoggiare la
trasformazione democratica di tutta Europa) e organizza nel frattempo una delle sue prime sette
segrete rivoluzionarie. Sulla 'Nuova Gazzetta Renana' Engels, compagno di lotta di Marx, interviene
contro l'Appello di Bakunin, negando agli Slavi sul piano storico la possibilità di costruire una
nazione. A metà del mese l'esercito reazionario sbaraglia il campo e Bakunin fugge a Dresda, dove
conosce Richard Wagner. Del tutto casualmente diventa l'organizzatore nell'insurezzione della città e
nel maggio 1849 viene arrestato.
Nel 1848 esce a Lipsia "Russische Zustande", manifesto del populismo rivoluzionario. E' processato e
condannato a morte, ma la pena viene commutata in ergastolo; poi è estradato in Russia. Rinchiuso
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nella fortezza di Pietro e Paolo, a Pietroburgo, scrive la "Confessione" (1854) per ottenere la grazia.
Nel 1857 è deportato in Siberia: spostatosi con la giovanissima e anonima Antonia Kwiatkowski,
diviene intimo del generale Murave'ev, il governatore. Nel 1861 fugge in Giappone e passando per
New York arriva in dicembre a Londra. Nel febbraio 1862 scrive sul 'Kolokol', rivista di Herzen, "Ai
miei amici russi e polacchi, e a tutti gli amici slavi"; in seguito alla insurrezione polacca del 1863
parte alla volta di una improbabile spedizione via mare che fallisce miseramente.
I rapporti con Herzen s'incrinano: Bakunin è sempre più convinto della necessità di una rivoluzione in
Russia, mentre Herzen è su posizioni più gradualiste. Intanto nel settembre 1864 a Londra era nata
L'Associazione Internazionale dei Lavoratori (più nota come "Prima Internazionale"); Michail è
incaricato di tenere i contatti con l'Italia. E' prima a Firenze, poi a Napoli dove incontra una cerchia di
inquieti mazziniani che presto diventeranno suoi seguaci; scrive articoli su 'Il Popolo d'Italia' e su
'Libertà e Giustizia'. Incalzato dalla polizia, lascia l'Italia nel luglio 1867. Stabilitosi in Svizzera, entra
a far parte della Lega della Pace e della Libertà, espressione della democrazia borghese; emarginato,
nel settembre 1868 fonda l'Alleanza internazionale della democrazia socialista che nel luglio 1869
entra nell'Internazionale. Al congresso di Basilea del settembre 1869 Bakunin partecipa ai lavori e
interviene sul diritto di ereditarietà, che vuole abolito, riuscendo a sconfiggere le tesi dei marxisti.
Recatosi a Locarno diviene il capo degli anarchici. Agli inizia del 1870 Marx lo accusa di progettare
in segreto la conquista della direzione dell'Internazionale per snaturarne gli indirizzi. Nel luglio
scoppia la Guerra franco-prussiana; Bakunin nel settembre pubblica "Lettere a un Francese sulla crisi
attuale"; partito poi per Lione, dove arriva il 15 settembre, diviene anima politica degli insorti della
città; in ottobre, dopo l'arrivo dell'esercito, fugge.
Nel marzo 1871 prende corpo la Comune di Parigi. Bakunin ne difende il valore rivoluzionario
paradigmatico in "Risposta di un internazionale a Mazzini" e in "Circolare ai miei amici d'Italia". Nel
settembre 1871, alla Conferenza di Londra, Marx afferma la necessità di costruire un partito politico
del movimento operaio che non disdegni la lotta parlamentare, elettorale e sindacale. A Sonvillier, nel
novembre 1871, gli anarchici rispondono: Bakunin scrive "Ai compagni della federazione del Giura",
dei primi del 1872 e nel giugno dello stesso anno edita "Risposta alla circolare sulle "Pretese scissioni
nell'Internazionale". Il congresso dell'Aja, nel settembre 1872, espelle Bakunin dall'Internazionale.
Nel settembre, a Saint-Imier, gli anarchici danno vita a una loro Internazionale 'antiautoritaria'. Nel
frattempo Michail si era legato con il giovane russo Nacaev, esule in Svizzera e nutre grandi speranze
nella gioventù russa per una futura rivoluzione. Scrive "Alcune parole ai giovani fratelli in Russia" e
poi "Posizione del problema rivoluzionario" e "I principi della rivoluzione", sempre nel 1869.
Amareggiato dall'esperienza rivoluzionaria e dalle durissime polemiche suscitate dal suo
atteggiamento verso la Russia, stanco, nell'ottobre 1873 Bakunin si distacca dagli anarchici; nel luglio
1874 è però a Bologna per l'insurezzione che qui tenta il movimento italiano. L'impresa fallisce ed
egli fugge ancora. Nello stesso anno esce "Stato e Anarchia", in russo.
Il 1° luglio 1876 Bakunin muore a Berna.

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